Qualità nella lavorazione

Qualità nella lavorazione DSC_0842_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta)Qualità nella lavorazione FSC_LOGO_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta)Si parte dalla selezione del tavolame di tiglio già essiccato, un legno da sempre utilizzato e uricercato sin dai tempi antichi, infatti, era uno dei legni più utilizzati per la realizzazione di icone ureligiose, arredi ecclesiastici e lavori ad intaglio.
In virtù di ciò in epoca medievale era conosciuto anche come “lignum sacrum” (legno sacro).
Il tiglio è molto amato dai falegnami perché si lascia lavorare molto bene e non presenta problemi a nessun tipo di sollecitazione.

 

 

Qualità nella lavorazione DSC_1032_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta) Qualità nella lavorazione DSC_1040_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta)SEZIONATURA.

La tavola viene refilata (si tolgono gli smussi esterni) nella larghezza massima disponibile e, successivamente, tagliata alla misura di altezza richiesta. In questa fase si cerca di fare molta attenzione tagliando i pezzi di tavola con eventuali crepi o nodi. Per le tavole più grandi, a partire da una larghezza di circa 35-40 cm, vengono selezionate le assi e successivamente incollate per formare tavole con dimensioni maggiori.

 

 PIALLATURA e GIUNZIONE A PETTINE

Qualità nella lavorazione DSC_1063_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta)Qualità nella lavorazione DSC_0873_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta) Qualità nella lavorazione DSC_1046_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta)

 

 

 

Le tavole sezionate nelle varie misure hanno bisogno di essere piallate per avere una superficie dritta davanti e dietro.
Per le tavole più grandi le assi non solo vengono piallate, ma con una fresa viene fatta una giunzione a pettine e successivamente incollate mediante una pressa a caldo, le assi vengono disposte con la venatura del midollo dalla stessa parte.

CALIBRARE E LEVIGARE

La fase di calibratura permette di ridurre lo spessore delle tavole asportandone uno strato e rendendolo perfettamente dritto; la levigatura invece rende la superficie completamente liscia. Entrambe le fasi vengono realizzate attraverso il passaggio delle tavole sotto dei nastri abrasivi di grana più grossa o più sottile, col risultato di renderle lisce e pronte ad un’eventuale finitura.

Qualità nella lavorazione DSC_1086_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta)PANTOGRAFATURA

Mediante l’ausilio di macchinari a controllo numerico, le tavole vengono lavorate con delle frese su pantografo. Davanti vengono scavate con una fresa a 45° per creare la culla, sul retro con una fresa a coda di rondine (fresata per l’alloggio delle zeppe) e scontornate con fresa elicoidale sui 4 lati. Possiamo realizzare qualsiasi forma di tavola con archi di tutti i tipi e più livelli di scavo. Lo scavo viene fatto su una parte ben precisa della tavola, quella in cui la venatura gira verso l’alto.

 

Qualità nella lavorazione DSC_0855_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto normale)Qualità nella lavorazione DSC_0861_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto normale)CARTEGGIATURA MANUALE e ALLOGGIO ZEPPE

La pulizia dai segni rimasti dalle lavorazioni di pantografatura viene eseguita manualmente. Gli angoli vengono smussati, i segni delle frese nello scavo ed eventuali peli residui del legno vengono tolti.
Le zeppe sono principalmente in legno di faggio, sono tagliate in base alla dimensione della tavola a forma conica, sia in larghezza sia in lunghezza. Sono eleganti nella loro forma a T smussata e garantiscono, una volta alloggiate nella fresata precedentemente eseguita con pantografo, una doppia tenuta della tavola in modo che nel tempo non si “imbarchi” né da una parte né dall’altra.

Qualità nella lavorazione DSC_1047_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto ridotta)VERNICIATURA

Se le tavole sono grezze, allora il lavoro è concluso, se invece sono da preparare con il gesso (gessatura) allora sul retro e lateralmente vengono verniciate. La verniciatura comprende la stesura dell’impregnante antitarlo e antimuffa color noce all’acqua e successivamente una mano di vernice finale all’acqua color noce che isola dall’ambiente esterno. La tavola così è protetta. Utilizziamo vernici di alta qualità, ma allo stesso tempo molto ecologiche. Su richiesta possiamo verniciare con altre tonalità (più scuro oppure trasparente) oppure lasciare la tavola naturale senza nessuna vernice.

 

 GESSATURA 

 Qualità nella lavorazione DSC_0786_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto normale)Qualità nella lavorazione DSC_0782VAR_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto normale)Qualità nella lavorazione DSC_0811_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto normale)Qualità nella lavorazione DSC_0834_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto normale)
 

 

 

 

La fase della gessatura della tavola è composta da più passaggi eseguiti manualmente con cura. Prima di tutto si protegge la tavola sul retro e sui fianchi con del nastro in carta e della carta in modo che non si sporchi nelle fasi successive. L’incollaggio della tela sulla tavola con la colla di coniglio è l’inizio di questo processo, successivamente si iniziano a stendere le circa 10 mani di gesso con il pennello ed infine con la spatola. Il gesso è una miscela di colla di coniglio e gesso di Bologna e un po’ di gesso di Meudon, oppure su richiesta solo gesso Bologna (per pittura a laghetto gessatura tutto Meudon). Conclusa la fase di stesura si passa alla finitura del gesso cioè alla carteggiatura manuale con carta abrasiva grana 400.

Qualità nella lavorazione DSC_0841_421_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto normale)CONTROLLO QUALITA’

Alla fine di tutto si toglie lo scotch carta che avvolge la tavola ed ecco apparire, dopo molto lavoro, la tavola per icona pronta per la pittura e doratura. Alcune eventuali minime imperfezioni sono dovute al lavoro manuale, consigliamo di levigare ulteriormente con carta abrasiva sottile 800-1000 solo le parti dove verrà posta la foglia oro.

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